sabato 17 maggio 2014



Com'è bella la luna stasera. Non è perfetta. Il lato superiore pende. Ma è enorme. E luminosa. E di uno strano giallo. Le ombre disegnano il volto di una donna che canta al cielo. Ma il suo canto è coperto dai rumori maleducati della città. Grida, sirene, macchine che coprono il suo canto. Il silenzio.
L'aria è fresca, quasi fredda. Ma sono all'aria aperta. E questo mi piace. Sono sempre circondata da mura, non sento più l'aria \sulla pelle. Fino ad ora solo vento freddo.
E sono da sola, immersa nella luce notturna. E mi sento a mio agio.
E provo quella strana sensazione che ho già vissuto. È familiare.  Una specie di piccolo brivido che parte dall'esterno, dalla pelle, per terminare alla base della spina dorsale. E proviene da tutti i lati della tua pelle. E arriva fin nel profondo.
E ti svegli.
Per un attimo.
Diventi cosciente che ci sei.
Tu esisti.
Ed è una sensazione dolce amara. Come se fosse così intenso e così sensato e sicuro, da provare una sorta di malinconia, per quanto sia inafferrabile.

E sorridi.

domenica 6 aprile 2014

Fiducia



Perchè la fiducia è come un bagaglio. Le tue esperienze lo arricchiscono o lo svuotano. La vita ti porta ad incontrare persone e a vivere esperienze che ti danno oppure ti tolgono.
Altre, invece, ti depredano.
Queste ultime compromettono irrimediabilmente la tua idea di fiducia, la percezione di quanto puoi chiudere gli occhi e affidarti a chi ti sta difronte. Lacerano quel bagaglio.
Allora ti rendi conto che per quanto provi a riempirlo, e per quanto tu voglia, non ci riesci, perchè c'è quello strappo, a volte più di uno, da qualche parte, che fa cadere irrimediabilmente tutto.
A volte la percepisci per un po', la avverti, quasi pensi di poterla trattenere, ti illudi per un po'.
Ma poi precipita, attirata da quei buchi neri.
E allora, alle parole,tu sorridi, annuisci e fai finta di credere, eppure ti resta quel peso opprimente sul petto, quel senso di amarezza dentro.
L'amarezza di chi vorrebbe fidarsi eppure non ci riesce, perchè sa che alla fine, è sempre la stessa storia che si ripete.
Chi cerca di ricucire quegli strappi, finisce sempre per allargarli o per crearne di nuovi.

Lasciarsi andare



Un meccanismo inceppato. Una persona rotta. Un cuore che non sa più come funzionare. Una mente che cerca di difenderti. La compassione per sé stessi.

Quando niente ti scalfisce e poi tutto cambia.

Quel momento in cui lo senti che ti stai mettendo in una situazione difficile, ma non riesci a farne a meno. Come una falena con la luce.
Quando senti che stai bene, eppure avresti voluto che non fosse mai successo, per mantenere quel briciolo di pace interiore che con tanto sforzo hai cercato di costruire.
Quel momento in cui logica e sensazioni sono in conflitto.
Il freddo cervello che ti pone un freno, il caldo cuore che ti da la spinta.
Quando una carezza entra in contraddizione con un pensiero, quando un caldo tocco entra in contraddizione con un freno mentale.
Perchè non ti puoi lasciare andare, non del tutto.
Perchè se molli l'appiglio della logica, cadi. Un burrone nero, profondo, non ne vedi la fine e resti aggrappato con le dite. Ti sforzi. Non vuoi cadere. Lo sai che qualsiasi cosa ci troverai, l'impatto sarà forte.
E tu sei lì, penzolante nel vuoto, attaccato a quell'appiglio di ragione, i piedi nel vuoto e non sei pronto per lasciarti andare, ma sei stanco di reggerti.